March 11, 2010     |
LA GALLERIA



 
 
 

STORIA

 

galleria il bulino artecontemporanea è il nuovo nome della galleria fondata da Sergio Pandolfini nel 1996 e che ha riaperto i battenti di via Urbana 148, a Roma, dopo i lavori di ampliamento della propria sede storica. Situata nel cuore del rione Monti, la galleria ha affiancato per 11 anni la storica Stamperia d’Arte Il Bulino: celebre laboratorio che, dal lontano 1980, collabora con i maggiori artisti contemporanei producendo edizioni d’arte di pregiata fattura e collane di libri d’artista come Duale e Segni Primi oltre ad una serie numerosa di libri d’artista.

                  

Da gennaio 2007, in seguito al trasloco della stamperia dal centro storico, la galleria si è annessa lo spazio del laboratorio: due ambienti dedicati esclusivamente alla produzione e promozione di mostre che esploreranno sia la ricerca artistica di protagonisti del Novecento italiano e internazionale, sia il lavoro di artisti contemporanei.

 

Il nuovo corso della galleria si è inaugurato nell'aprile 2007, con la mostra personale dedicata a Josef Albers, indiscusso protagonista dell’astrazione pittorica del XX secolo.


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Galleria d’arte, grafiche originali, collane di libri d’arte, libri d’artista
di Rosalba Zuccaro


La Stamperia-Galleria d’Arte “Il Bulino”, fondata da Sergio Pandolfini nel 1980 a Roma, svolge dall’origine la duplice attività di editoria grafica e di promozione espositiva. La produzione editoriale d’arte, avvedutamente strutturata su un proprio laboratorio calcografico, gestito con sagace impronta personale, non si è dedicata soltanto a tirature limitate di singole incisioni o di cartelle. Essa si è dotata, nel tempo, di un articolato catalogo che annovera, pure, pregevoli multipli (assimilabili, in qualche modo, al cosiddetto ‘libro-oggetto’), ideati, tra gli altri, da Agostino Bonalumi, Getulio Alviani, Ettore Consolazione, in materiali insoliti rispetto a quelli tipici del libro, contenuti in cofanetti particolari, talora insieme a testi inediti. Con l’entusiasmante volontà di proporre un incontro tra scrittura e immagine, senza una programmatica linea di tendenza, Pandolfini ha sollecitato e seguita a sollecitare poeti ed artisti visivi, esponenti di diversi settori espressivi, a confrontarsi, anche nella libertà di scegliere il proprio interlocutore. La Stamperia si qualifica, così, per la cospicua realizzazione di libri d’artista di vario carattere, creando, pure, delle collane, quali, ad esempio, “Duale” (dal 1996), “Segni primi” (dal 2002), che si inseriscono con prestigio nell’importante storia del libro d’artista. In un panorama culturale estremamente accidentato, catturato da banali sperimentalismi e da accelerati consumi, “Il Bulino”, con intelligente impegno e metodo, con un equilibrato rapporto tra i valori della tradizione e dell’innovazione, con un’idea dell’arte aperta ad una attenta prospettiva critica, concretizza opere durature che si distinguono per la sapienza tecnica, per la qualità artigianale, per l’essenzialità tipografica, per la cura preziosa e lenta di ogni fase lavorativa. La collaborazione con alcuni tra i maggiori poeti ed artisti contemporanei (da una parte Gianfranco Palmery, Jean Clarence Lambert, Marco Papa, Bruno Conte, Marco Caporali, Marco Vitale, Roberto Sanesi, Maria Luisa Spaziani, Valentino Zeichen, ecc. e dall’altra Guido Strazza, Achille Perilli, Mirella Bentivoglio, Carlo Lorenzetti, Giulia Napoleone, Mario Raciti, Paolo Cotani, Achille Pace, Ettore Sordini, ecc.) produce libri di rilevante spessore linguistico-evocativo e di originale inventiva segnico-formale, estranea a criteri illustrativi, oggetti di desiderio per bibliofili e di studio per storici. Le pagine scritte e incise, le superfici su cui il pensiero si fissa nella parola e si visualizza nell’immagine compongono i rigorosi libri editi da “Il Bulino”, sempre a tiratura limitata, che costruiscono altri luoghi di utopie e di ansie, spazi dei viaggi della ragione e della fantasia, abitati da luci e ombre, da tutte le sfumature dei bianchi e dei neri. Torna, allora, alla memoria la riflessione di Paul Valéry del 1932 a proposito di alcune stampe di Corot, ripubblicata nelle Pièces sur l’Art: “Mais comment le blanc et le noir vont parfois plus avant dans l’âme que la peinture, et comment, ne prenant au jour que ses différences de clarté, un ouvrage réduit à la lumière et aux ombres nous touche, nous rend pensifs, plus profondément que ne fait tout le registre de couleurs, je ne sais trop me l’expliquer”. È difficile spiegarlo e certo non è così in assoluto: comunque, sempre sulla scia di ulteriori pensieri di Valéry, è la “Poésie” come stato “d’invention par l’émotion” che produce queste risonanze nelle più affascinanti combinazioni della logica con l’immaginazione. Per connotare ancora “Il Bulino”, nella più recente impresa di Pandolfini, “Corteggiamenti e altro”, è proprio il colore che “chante”. È un libro d’artista speciale nel suo repertorio, comprendente poesie di Jolanda Insana e pastelli direttamente eseguiti da Claudio Verna (‘pittore-poeta’ nell’accezione di Valéry), con singolari varianti nei trentacinque esemplari. Acuti segni-colori ritmano lo spazio e il tempo del foglio, quali intensi accordi seducenti, emozionati ed emozionanti contrappunti cromatici di catturanti corteggiamenti.

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